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mercoledì, 19 dicembre 2018

"Lost" e "Terror Island" di Houdini (1920)

di mariano tomatis
pubblicato il 3 dicembre 2007

Nel giorno in cui in Italia comincia la terza serie di Lost, telefilm culto che racconta la storia di un gruppo di sopravvissuti su un'isola misteriosa, può essere curioso rievocare l'incursione di Harry Houdini nel genere letterario del robinsonade.

La parola "Robinsonade" deriva dal nome del protagonista del romanzo di Daniel Defoe, Robinson Crusoe (1719), e dal 1731 - quando venne utilizzata la prima volta da Johann Gottfried Schnabel nella prefazione del suo Die Insel Felsenburg - definisce il genere delle storie ambientate su un'isola deserta.

L'archetipo del protagonista costretto a sopravvivere in un luogo esotico lontano dai comfort della vita moderna è stato utilizzato in moltissime opere letterarie, cinematografiche e televisive: da L'├Äle mystérieuse (1874) di Jules Verne a L'isola del giorno prima (1994) di Umberto Eco, dal film con Tom Hanks Cast Away (2000) ai reality show Survivor e L'isola dei famosi.

Nel 1920 l'illusionista Harry Houdini prese parte come protagonista ad un film muto dal titolo Terror Island (L'isola del terrore) nei panni di Harry Harper, filantropo alla ricerca di un tesoro sommerso nei mari del Sud. Come in tutti gli altri suoi film, la trama è un pretesto per mostrare le sue fughe più famose: più volte, infatti, viene catturato dagli indigeni locali e legato nei modi più bizzarri, ed ogni occasione è buona per mostrare in pubblico le evasioni più sorprendenti. Qui una sua fuga "live":

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