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martedì, 17 ottobre 2017

Il cavalier Antonio Grassi

di Giovanni Pasqua "Roxy"
pubblicato il 23 giugno 2009

Ho trovato, su un libro di inizio XX secolo, una biografia del cavalier Antonio Grassi.

Il riferimento al libro è il seguente:

FIASCHI, Alessandro
L'OCCULTISMO IN TRAPPOLA
Milano, Casa Editrice L. F. Cogliati, 1909.

Qui di seguito, il brano di Fiaschi sul cavalier Grassi.


Enrico Manzini, nel 1878, nelle sue interessanti Memorie Storiche dei Reggiani più illustri così narra del Grassi: "Grassi dopo Bosco fu uno dei piu rinomati prestigiatori in Italia e fuori". Nacque in Reggio d'Emilia nel 12 giugno del 1814, da Giambattista, dottore in legge, e dalla Francesca Malagoli. Fino dall'infanzia manifestò una speciale vocazione, ostacolata in malo modo dai suoi parenti, per il prestigio.

Ai tempi del Grassi l'arte del prestigiatore era ancora bambina, e i tavoli truccati con entro il fanciullo, e gli automi e le macchine tutte passavano per meraviglie e - secondo il clero - per farina del diavolo. Quando nel 1836, giunse Bosco a Reggio, il Grassi parve impazzire dalla gioia. Dal Bosco al quale si presentò ebbe lodi ed incoraggiamenti. Poco dopo che il suo maestro lasciò Reggio, trovandosi il Grassi al Caffe della Sapienza (nel 1878, Avanzi, ora ignoriamo), e venutosi a parlare del mago Bosco, Grassi ebbe a dire con giovanile baldanza che egli era capace d'imitarlo. Chi lo compatì, chi lo derise.

Un anno dopo, però, a soli 23 anni, diede il Grassi, nella seconda festa di Pasqua del 1837, a benefizio dei poveri, la sua prima rappresentazione nel Teatro Municipale di Reggio. Ottenne un vero successo.

Essendogli stato negato di entrare in un collegio militare, sposò, l'anno dopo che gli mori il padre, la bella Marianna Mariani di Reggio; poscia si diede con lei a percorrere i teatri di provincia e quindi quelli di Torino, di Napoli, di Milano, nella qual città, diede quattro applauditissime accademie di prestigio al Teatro Re nel giugno del 1847.

Rimasto vedovo, si ritirò coi suoi due figlioletti a Modena, ove accettò un impiego nella Statistica, ma la vita monotona dell'impiegato non era fatta per lui.

Nel 1855, preso con sé il figlio Romeo, ridiventò prestigiatore e fu allora che la sua impareggiabile destrezza gli fece guadagnare onori e danari. Si noti che l'arte del prestigio aveva di molto progredito colle fisiche scienze e che aveva per concorrenti: Nudin, Philippe, Macaluso, Velle, Zanardelli, Hermann, Poletti, Bergheer, Gilbert, Beseediniach che erano diventati magnetizzatori, ipnotisti, spiritisti.

Viaggiò quasi tutto il mondo il Grassi e agì alla presenza di Ottone re di Grecia, del Bey di Tunisi

che lo insignì dell'ordine Gerosolomitano, del Duca di Modena, di Pio IX, quando era vescovo ad Imola.

Antonio Grassi moriva a Parma, addì 28 gennaio 1874, d'una pericardite, e là in quella Certosa, sotto l'arco N. 91, fu sepolto e ricordato ai posteri con una efficace iscrizione.

Fu uomo di bell'aspetto, di tempra robusta, esperto nell'arte sua da saper inventare parecchi giuochi,

come si può vedere nel suo volumetto che pubblicò a Bastia, nel 1864, galantuomo e benefico. Lo prova le trecento lettere di ringraziamento dei beneficati che la famiglia Grassi conservò sempre amorosamente.

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