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venerdì, 22 settembre 2017

Rolf, il cane ragionante

di Giovanni Pasqua "Roxy"
pubblicato il 22 giugno 2009

Ho trovato, su un libro dei primi Anni Trenta del XX secolo, il racconto delle straordinarie abilità di un cane in grado di contare e rispondere a domande complesse.

Il riferimento al libro è il seguente:

FANELLI, Giuseppe
PIACEVOLI STORIE DEL CANE
Venezia, Libreria Emiliana Editrice, 1931 – IX, pp. 126, (2).

Qui di seguito, il brano di Fanelli che riguarda Rolf, il cane ragionante.


Gli esperimenti di cui sto per parlarvi furono compiuti nel 1913 da un illustre studioso, William Mackenzie1. In quel tempo la signora Moekel di Mannheim possedeva un terrier scozzese di tre anni, chiamato Rolf, che e passato alla storia delle scienze col nome di cane ragionante.

Rolf fece parlare di sé tutto il mondo, tanto erano sorprendenti i risultati che la padrona aveva saputo ottenere dalla sua educazione. Specialmente compì insperati e sbalorditivi progressi nell'aritmetica, riuscendo a saperne più di tanti e tanti uomini.

Egli perciò aiutava i figli della padrona a risolvere i problemi di scuola e riusciva a trovare il valore di espressioni difficili, nelle quali era richiesto finanche l'estrazione di radice cubica, come in questa:


Risposta : 7

II cane si esprimeva con la tiptologia, cioè batteva i colpi convenuti per ogni segno su un pezzo di cartone, servendosi della zampa sinistra anteriore. Questo è l'alfabeto usato dall'intelligente animale con la sua istruttrice signora Moekel:

2 = sì
3 = no
4 = stanco
5 = strada (bisogni)
7 = letto


I progressi che si ottennero furono rapidi, così allo studio dell'aritmetica si aggiunse quello della geografia e della grammatica, che compiva assieme al piccolo Fritz Moekel.

II 24 giugno 1913 Rolf venne invitato a costruire una proposizione con aggettivo ed egli, battendo i suoi colpi, compose questo pensiero: «La mamma è cattiva, il padrone tanto buono.»

L'intelligenza di questo animale si manifestava in mille modi. Si sa che per esprimere l'idea di mangiare nella lingua tedesca vi sono due parole : essen per l'uomo, fressen per gli animali. Ebbene Rolf usava, parlando di sé, sempre essen. Essendogli stato chiesto per chi si deve usare fressen, egli con molto spirito rispose: «maiale.»

II Mackenzie, che compi vari esperimenti, accertò che lo sforzo mentale non durava a lungo e il cane ragionante manifestava la stanchezza con sospiri, affanno, sbadigli ed a volte epistassi. Quando gli si rivolgevano domande difficili, chiudeva gli occhi per concentrarsi e pensare. Alla preghiera rivoltagli dal Mackenzie di dire qualche cosa, Rolf battè questa domanda: «Chi sei?»

«Sono un uomo che ama gli animali e son venuto da lontano per conoscerti.»

«Anche Rolf ti vuol bene» rispose il cane.

Lo scienziato gli domando che cosa gli piacesse di più e l'animale rispose: «Salmone affumicato.»

Chiestogli ancora in che cosa gli uomini sono diversi dalle signore, rispose: «Calzoni».

Alla domanda «Cosa è l'autunno?» diede questa risposta: «E' il tempo di quando ci sono le mele.»

II Mackenzie volle compiere degli esperimenti tali, da escludere in modo assoluto ogni comunicazione o intesa con le persone presenti, per accertarsi che non v'era alcun trucco. Prese perciò quattro cartoncini e senza che nessuno vedesse, dipinse sul primo un canarino, sul secondo scrisse il nome Karia, che era una delle figliuole della Moekel assai amata da Rolf, sul terzo disegno una stella, e sul quarto due quadrati contigui, uno colorato in azzurro e l'altro in rosso.

Ciò fatto chiuse i cartoncini in buste eguali, che poi mescolò in modo da non saper più neppure egli stesso quale fosse il contenuto di esse. Tutti i presenti si ritirarono dietro la signora e, dopo essersi accertato che nella stanza non vi era possibilità di inganno per mezzo di specchi, il Mackenzie estrasse il cartoncino di una busta e lo mostrò al cane.

La signora, che naturalmente era in tale posizione da non vedere il cartoncino, invitò il cane a dire che cosa vi fosse disegnato e Rolf, battendo i colpi, con esattezza meravigliosa rispose : «Quadrato rosso e azzurro.» Dopo un po' chiese: «Dammi le figure.»

Questa delle figure era sicuramente un debole per Rolf, poiché al Mackenzie che già in un altro esperimento gli chiedeva quale cosa gli piacesse oltre il mangiare, dopo aver pensato un po' aveva risposto: «Figure.»

Numerosi furono gli esperimenti e in tutti il cane dette prova di una intelligenza sviluppata e di una memoria ferrea, per cui parve meritato e non esagerato il nome datogli di cane ragionante.

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1 Vedi: William Mackenzie, «Nuove rivelazioni della psiche animale; il cane ragionante» di Mannheim. Psiche, a. II, fasc. 6, pagg. 281-348.

 

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