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domenica, 25 giugno 2017

Alcifrone scrive del gioco dei bussolotti ad Atene

di mariano tomatis
pubblicato il 18 settembre 2008

Gianni Pasqua "Roxy" segnala l'esistenza di un brano da una lettera dello scrittore greco Alcifrone in cui si descrive una routine con i bussolotti eseguita con dei piccoli sassi.

Difficile da collocare temporalmente (su di lui esistono pochissime notizie: la maggior parte degli studiosi lo colloca nel II secolo d.C.), della sua produzione letteraria sono sopravvissute 118 lettere (scaricabili gratuitamente da qui in greco, tradotte in inglese).

Ecco il brano in cui parla di un prestigiatore:

Avevo caricato l'asino di fichi e mi ero diretto al mercato per venderli. Poi un amico mi accompagnò a teatro e dopo esserci seduti in una buona posizione, mi indicava le varie rappresentazioni da seguire. Però non mi ricordo bene di tutte; queste cose non sono capace ne di ricordarle e neppure di raccontarle. Devo però dirti che uno spettacolo in particolare mi fece rimanere a bocca aperta e ammutolito per lo stupore. Un tale fattosi avanti e messo bene in vista un tavolo con tre piedi vi collocò sopra tre piccole coppe. Poi sotto ognuna di queste mise dei sassolini, piccoli, bianchi e rotondi; proprio come quelli che si trovano lungo le rive dei torrenti. Quindi li nascondeva singolarmente sotto ogni coppa, poi, non so come, li faceva trovare tutti riuniti sotto una sola. A un certo punto fece sparire i sassolini dalle coppe e li fece riapparire sulle sue labbra. E non basta. Se li inghiottì e, invitando gli spettatori più vicini a mettersi accanto a lui, li estrasse di nuovo: uno dal naso, un altro dalle orecchie, un altro dalla testa di ognuno di essi. Quindi, dopo essersi ripresi i sassolini, li fece ancora una volta sparire dalla nostra vista. Quell'uomo ti fa sparire gli oggetti con grande facilità, più di quel ladro famoso: Euribate di Ecalia. Non vorrei avere nei miei campi un simile personaggio. Nessuno lo coglierebbe sul fatto. E dopo aver rubato tutto quello che ho in casa, si prenderebbe anche il frutto dei miei campi.1

Lo stesso brano può essere scaricato in formato PDF nella versione originale in greco e nella traduzione inglese da questo indirizzo.

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1 Lettera #20 Napeo a Creniade

 

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