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sabato, 18 novembre 2017

Gesù e la moneta nel pesce

di mariano tomatis
pubblicato il 5 maggio 2008

Il Vangelo di Matteo riporta un episodio del tutto simile ad un tipico gioco di prestigio - il ritrovamento di una moneta in un pesce (vivo!):

Venuti a Cafarnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: "Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?". Rispose: "Sì". Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: "Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?". Rispose: "Dagli estranei". E Gesù: "Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te"1.

Nella sua rubrica settimanale "Parole", don Piero Gallo cita l'episodio in un articolo intitolato "Accessorio":

Nel vangelo Gesù fa anche cose non proprio necessarie: fa camminare Pietro sull'acqua e lo manda a pescare un pesce che è una cassaforte: ha in bocca il denaro per pagare le tasse. Simpatico e accessorio.2

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1 Matteo 17, 24-27

2 Don Piero Gallo, "Accessorio" in Torino Sette - La stampa (2 maggio 2008), p.69

 

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