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domenica, 17 dicembre 2017

Don Bosco e il pickpocketing

di mariano tomatis
pubblicato il 8 ottobre 2007

Di san Giovanni Bosco (1815-1888) mi ha sempre affascinato il lato più umano, di cui sono rimaste ampie tracce nella letteratura agiografica. Il fondatore dei Salesiani praticò per tutta la vita l'arte dell'illusionismo, avendo cominciato all'età di nove anni ad occuparsi di giocoleria e prestigiazione. Ho tirato fuori dal cassetto dei ricordi la sua vita raccontata per aneddoti, scritta da don Luigi Chiavarino (Don Bosco che ride, Alba: Edizioni Paoline 1942), ritrovandovi quelle pagine in cui - per tanti anni - ho ammirato le doti tipiche del grande prestigiatore, che approfitta di ogni situazione per produrre il "miracolo".

VIENE CREDUTO UN MAGO

Aveva creato in Chieri, tra i suoi compagni, la «Società dell'allegria», e come presidente, era solito dare saggi della sua abilità coi giochi di prestigio.

Ora, siccome i più non sapevano darsi una spiegazione delle meraviglie che operava, si venne a poco a poco, nella persuasione che egli fosse un mago, e che operasse quei prodigi con l'intervento del diavolo. [...] A simili scherzi, che quasi succedevano ogni giorno, il buon Cumino, suo padrone andava pen-

 


Andando poi nell'altra camera, lasciò l'orologio su questo tavolo. Io ho preso e nascosto l'una e l'altra cosa sotto questo paralume.

Ciò dicendo, alzò il paralume, che stava sul tavolo, e apparvero tutti e due gli oggetti.

Il buon Canonico si fece dar saggi di altri giochi di destrezza, fece un buon regalo a Bosco, e lo licenziò dicendogli:

- Andate a dire a tutti che l'ignoranza è maestra di ammirazione.

Oggi don Bosco ha un erede.

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Praestigiator è curato da Mariano Tomatis