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sabato, 18 novembre 2017

Un magico giovedì santo

di Martin Gardner
pubblicato il 20 marzo 2008

In tutte le professioni c'è la piacevole abitudine, specialmente ai funerali, di parlare dei morti come se fossero stati chiamati in paradiso dal Grande Musicista, dal Grande Matematico, dal Grande Artista e così via.

Per i marinai, Dio è il Grande Comandante. Per gli attori, Dio è il Grande Regista. Per i prestigiatori, Dio è il Grande Prestigiatore.

Su una parete del mio ufficio c'è una fotografia a colori di un grande dipinto ad olio di un'amica canadese, Pat Patterson, che ad un primo sguardo sembra una copia del celebre dipinto di Leonardo Da Vinci "L'ultima Cena". Soltanto un'analisi più attenta rivela che Gesù ha appena finito di presentare quello che i prestigiatori conoscono come il vecchio "gioco dei bussolotti". Come rivelazione finale, Gesù ha scoperto sotto tre bussolotti tre palline apparsi dal nulla. I dodici apostoli sono nella loro famigliare posizione esterrefatta, ma invece di chiedersi "Sono forse io?" si stanno chiedendo: "Come ha fatto?"

Anche se fossi cristiano, non riterrei il dipinto in alcun modo blasfemo. Non era il Gesù biblico un Grande Prestigiatore? Tramutava l'acqua in vino. Moltiplicava i pani e i pesci. Non è la materializzazione di tre palline uno splendido simbolo della creazione della vita?

Dio è il Grande Prestigiatore1.


Collage di Mariano Tomatis Antoniono su un'idea di Pat Patterson

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1 Martin Gardner, Whys of a Philosophical Scrivener

 

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Praestigiator è curato da Mariano Tomatis