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venerdì, 22 settembre 2017

I magici occhiali a raggi X

di Dean Corso
pubblicato il 23 giugno 2009

Negli Anni Settanta erano molto diffuse, su alcune riviste popolari, inserzioni pubblicitarie di magici occhiali "a raggi X": i pruriginosi annunci promettevano la possibilità di vedere sotto i vestiti della gente.


Purtroppo per gli acquirenti, si trattava soltanto di uno scherzo: le lenti erano in realtà di cartone, e presentavano un piccolo buco di circa 6 millimetri ricoperto da una pellicola trasparente rossa. Un piccolo filamento faceva in modo che la luce giungesse agli occhi diffratta, e poiché l'effetto era di un leggero sdoppiamento, guardando una matita sembrava di vederne la mina interna.

Un bigliettino allegato recitava: "Indossali e┬ů immagina!". La truffa funzionava perché la vendita avveniva soltanto per corrispondenza, e ci si accorgeva troppo tardi dell'inganno.

Come gli antichi imbonitori di piazza, Harold Von Braunhut (1926-2003), il diabolico inventore di questo gadget, aveva saputo promettere il dono della chiaroveggenza facendo leva sull'aspetto piccante di questo potere - e incarnando perfettamente la massima di Ambrose Bierce secondo cui "La magia è l'arte di convertire la superstizione in denaro".

Von Braunhut è all'origine di due altre mitiche invenzioni: le scimmie di mare e il pesce invisibile, cui allegava un certificato che prometteva agli acquirenti che mai, in alcun caso, sarebbero stati in grado di vederlo.

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