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mercoledì, 19 dicembre 2018

Thom Pain e i giochi di prestigio

di Rosarita Crisafi
pubblicato il 19 gennaio 2012

Vi piacciono i giochi di prestigio? È una delle domande con cui inizia il monologo "Thom Pain (basato sul niente)", interpretato da Elio Germano, eccellente e sensibile attore della nuova generazione. Thom Pain è un personaggio inquieto e confuso, alle prese con una storia d'amore andata in pezzi, e una vita vissuta in un continuo flusso di pensieri, nevrosi, contraddizioni ed indecisioni. Alla domanda sui giochi di prestigio il pubblico non ha esitazione, risponde con un corale «no». Thom Pain non ha una precisa posizione a riguardo, inizialmente sembra li detesti, poi ne ricorda il potenziale, in fondo è con un gioco di prestigio che è iniziata la sua storia d'amore.

«Scegli una carta»

«Ma ce n'è solo una!»

Così racconta il primo incontro con la sua amata, in uno scambio di battute surreale. Evoca un effetto magico inesistente con un fazzoletto che esibisce al pubblico con mosse da prestigiatore, ma che poi usa per soffiarsi il naso. Alla fine dello spettacolo dice di essere bravissimo nel "numero della sparizione". Trascina uno spettatore al centro del palcoscenico per realizzare il trucco ma se ne dimentica, e ritorna per altri cinque minuti al suo sofferto, ironico ed irresistibile dialogo interiore, alla sua storia finita, passata, o che forse non è mai stata.

Le luci si spengono, lo spettatore sparisce davvero, si alza volontariamente dalla sedia nascosto dal buio in sala. Fine dello show. Grandi applausi.

Thom Pain è un magnifico effetto magico, creato solo da una bella storia, in cui il gioco di prestigio, in fondo, è solo un corollario.

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