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venerdì, 22 settembre 2017

Perché i prestigiatori non svelano i propri trucchi?

di mariano tomatis
pubblicato il 24 novembre 2010

È risaputo: i prestigiatori non svelano i loro trucchi. Il motivo di questa regola è meno noto e più dibattuto.

Durante un confronto cui presi parte alcuni anni fa, la posizione espressa da un collega fu in sostanza questa: «Perché i trucchi mi sono costati un occhio della testa, e quindi col cavolo che li condivido.» Tale opinione è tipica dell'ala destra dell'illusionismo: il "segreto", spesso acquistato a caro prezzo, è da proteggere in nome del diritto fondamentale alla proprietà privata. Chi vuole conoscere, paga.

In un ipotetico snocciolamento di valori della Destra e della Sinistra, a quale valore si ispirerebbe un prestigiatore progressista per spiegare lo stesso comportamento?

Nel libro House of Mystery1, una raccolta dei "segreti" di David P. Abbott (1836-1934), il prestigiatore americano Teller introduce con queste parole un trucco magico molto complesso:

Questo effetto magico vi deluderà molto. Ma non perché sia brutto. Al contrario. È talmente incredibile che Abbott lo usava per chiudere il suo spettacolo. Ma non si tratta di un trucco divertente da leggere. Perché è tutt'altro che intelligente. Per prepararlo a dovere, c'è un lavoro pazzesco da fare. [...] Quelli che ci aiutano durante i nostri spettacoli, chiamano questo lavoro con la parola schmeh - riferendosi a tutte le esigenze di scena che portano via un tempo infinito, e che bisogna fare bene se non si vuole rischiare che un trucco fallisca. [...] E anche durante lo spettacolo, il modus operandi di questo effetto è tutt'altro che piacevole.

Teller riassume, in poche parole, l'insopportabile armamentario che il mago deve avere con sé - sul palco e tra i vestiti - per portare a termine questo effetto. Poi commenta:

Per dirla brutalmente, il metodo è orribile. Ma c'è da imparare qualcosa da questo effetto: i metodi orribili funzionano meravigliosamente bene. Perché? Perché il pubblico a teatro cerca la bellezza. Vogliono che i segreti magici siano intellettualmente stimolanti quanto un giallo ben congegnato. Non vogliono immaginarsi una preparazione così farraginosa e l'uso di metodi così grossolani per nascondere un trucco. Non vogliono sapere che la magia è in gran parte schmeh. Tutto questo è una misdirection irresistibile. Gli spettatori fanno fatica a concepire un metodo brutto e diretto, ma soltanto perché non vogliono farlo.

Se mi chiedessero perché i prestigiatori non svelano i propri trucchi, risponderei citando Teller:

Non per ragioni morali o etiche, ma è per amore del proprio pubblico che gli illusionisti tengono per sé i loro piccoli e orribili segreti.

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1 Teller e Todd Karr (a cura di), House of Mystery: The Magic Science of David P. Abbott, The Miracle Factory, Los Angeles, 2005, pp.667-668.

 

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