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lunedì, 17 dicembre 2018

Alexander addestra i vigili ad Alessandria

di Roberto Rizzo
pubblicato il 28 ottobre 2007

Altro che Ris o C.S.I.: per combattere la microcriminalità di strada, in particolare borseggi e scippi, reati che provocano «allarme sociale» (un milione e mezzo di denunce nel primo semestre di quest'anno, secondo l'ultimo «Rapporto sulla criminalità» del Viminale), l'Assessorato polizia locale della Regione Piemonte ha pensato bene di ingaggiare un mago. Vero e in carne e ossa. Così, per quattro giorni, in 90 tra agenti di polizia locale, carabinieri e poliziotti arrivati da ogni provincia piemontese, si sono ritrovati ad Alessandria per seguire il «Corso di pickpocketing» (borseggio in italiano), tenuto dal mago Alexander, all'anagrafe Elio Degrandi, 56 anni, torinese, illusionista e prestidigitatore dall'illustre passato tv che negli anni '80 e '90 contendeva le prime serate Rai a Silvan e Tony Binarelli.

Il corso, costato 14 mila euro, soldi interamente a carico della Regione, è stato voluto «per allenare gli agenti ad avere un occhio speciale nell'individuazione dei borseggiatori e impararne le tecniche», dice Roberto Bellezza del dipartimento di polizia locale della Regione Piemonte, ideatore della «scuola» anti-manolesta. A obiettargli che, magari, sarebbe stato più ortodosso affidarsi, come insegnante, a qualche agente esperto, uno di quelli che in borghese battono quotidianamente mercati, autobus e altri luoghi affollati dove i borseggiatori prosperano, Bellezza risponde: «Nessun agente sarebbe in grado di sfilare un portafoglio da una tasca con la destrezza del mago Alexander. È l'insegnante perfetto».

Alle 9 del mattino l'aula, una sala nell'ex stabilimento Borsalino (i famosi cappelli), è gremita di agenti assonnati. Il corso è un mix di pratica (tipo il mago Alexander che sottrae il portafoglio al comandante dei vigili urbani di Alessandria che non se ne accorge), e teoria (immagini proiettate su uno schermo. Ma il collaboratore Egidio ogni tanto schiaccia il tasto sbagliato). Mago Alexander, che non indossa lo smoking di scena ma un maglioncino a quadri dai colori spenti, chiede l'attenzione della platea. E attacca: «Le tecniche più usate dai borseggiatori sono il " bump", cioè urtare la vittima per sfilarle dei valori, o quella del "piccione", sporcare la giacca di qualcuno che ha appena prelevato i soldi in banca o alla posta in modo da fargli levare l'indumento per rubare il denaro (Alexander rivela che la sostanza preferita dai ladri per imbrattare il malcapitato è la senape di McDonald's venduta in bustine). Poi c'è il "metodo del cartone", tipico delle zingare. Mettono un cartone con qualche scritta pietosa davanti alla vittima per schermare la mano che fruga nelle tasche. Succede spesso nei mercati. Chi l'ha vista questa scena?». Silenzio in aula.

Da consumato uomo di spettacolo, per tenere svegli i tutori dell'ordine che dopo un'ora e mezzo sono già un po' distratti e invocano la pausa caffè, il mago gigioneggia e non lesina battute. Peccato però per quella scatola copri fili elettrici posta lì in mezzo sulla quale Alexander continua a inciampare, rischiando più volte una rovinosa caduta dal palco, fortunatamente per lui alto solo 10 centimetri.

Per ogni tipo di borseggio esistente in Terra, il mago snocciola un aneddoto. Il bump? «Il figlio di un mio amico è stato derubato così». Il piccione? «Capitato a una coppia che conosco». Il cartone? «A una mia amica hanno portato via la pelliccia ». Se ne deduce che tutti i conoscenti di Alexander sono stati borseggiati almeno una volta.

«Sono 13 anni che studio il fenomeno del pickpocketing, che dagli anni Trenta è diventata anche un'arte dell'illusionismo », racconta il mago durante un break per la sigaretta. Assicura che «la polizia parigina, grazie ai miei insegnamenti, ha triplicato gli arresti di borseggiatori e a febbraio terrò il mio corso a Madrid. Ovunque vado, giro armato di telecamera per filmare eventuali borseggi di cui studio le tecniche». Dice di ispirarsi a «Bob Arno, un mago che lavora a Los Angeles e che borseggia per finta i turisti per allertarli sui pericoli che corrono in quella città». Secondo Alexander, i manolesta più bravi «sono gli slavi, assieme a colombiani e cileni. In un certo senso li ammiro per la loro inventiva». Poi qualche consiglio spicciolo: «Gli uomini dovrebbero evitare di tenere il portafoglio nelle tasche posteriori dei calzoni, le donne mai il denaro nella borsetta, meglio addosso».

Come in tutte le classi, c'è chi segue concentrato, chi sonnecchia, chi si fa gli affari suoi. Durissima per gli agenti arrivare alle 18, orario in cui la lezione termina. Trattandosi di un mago, anche nel corso anti borseggiatori di Alexander ci deve essere un trucco. Lo confida lui stesso prima di riprendere la lezione: «Anch'io sono stato borseggiato. È successo sul tram. Ma in altre due occasioni, ho sventato il furto».1

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1 Tratto da Roberto Rizzo, "Il mago addestra i vigili contro i borseggi - Corso di quattro giorni organizzato dalla Regione Piemonte con Alexander in cattedra" in Il Corriere della Sera, 24.10.2007

 

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