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lunedì, 17 dicembre 2018

Il paradosso della tolleranza - II

di mariano tomatis
pubblicato il 9 gennaio 2006

Qualche settimana fa mi interrogavo sulla possibilità di applicare un certo margine di tolleranza temporale ai rigidi limiti orari che i comuni italiani applicano alle Zone a Traffico Limitato (ZTL).

Un articolo del 4 gennaio 2006 pubblicato su La Stampa estende tale tolleranza all'ambito spaziale, mettendo in luce un simile paradosso. Si intitola "Per favore, chiamateci valdostani - Viaggio nei paesi che vogliono cambiare regione. Ora ai secessionisti s'è aggiunto Carema"

Poiché la Val d'Aosta è una regione a statuto speciale, alcuni paesi piemontesi da tempo si lamentano di esserne esclusi: "Di là costa tutto molto meno, dal carburante allo zucchero".

Ma se una richiesta da parte del confinante comune di Carema potrebbe ancora essere comprensibile, quando Cuneo dovesse chiedere una cosa simile sarebbe difficile non mettersi a ridere, distando più di 150 chilometri dal confine valdostano.

Il paradosso è dietro la porta. Supponiamo che in data odierna lo Stato Italiano acconsenta alla richiesta di Carema. La Val d'Aosta si estenderebbe a questo Comune, e il vecchio confine (tra Pont Saint Martin e Carema) si sposterebbe tra Carema e Quincinetto. A questo punto, sarebbe il Comune di Quincinetto ad essere giustificato nella sua lamentela del fatto che "Di là costa tutto molto meno". In quanti giorni, accondiscendendo alle richieste dei sempre nuovi comuni confinanti, l'intero Stato Italiano si valdaostizzerebbe?

Il paradosso mostra un interessante estensione: supponiamo che - per una qualsiasi ragione - nello stesso giorno in cui Carema ha chiesto l'annessione alla Val d'Aosta, il Comune di Pont Saint Martin chieda, invece, l'annessione al Piemonte. Potrebbe il Governo Italiano accettare entrambe le proposte? In caso positivo, quale forma avrebbero i nuovi confini? E in che accezione del termine "confine" il Comune di Carema si potrebbe ancora dire "valdostano", quando in realtà confina con il (nuovo) comune piemontese di Pont Saint Martin? E simmetricamente, in che accezione si potrebbe dire "piemontese" il comune di Pont, quando questi confinasse su tutti i lati con comuni valdostani (compreso il nuovo comune di Carema)?

Fuor di paradosso, forse l'articolo non sceglie gli esempi giusti. Chiedendosi la ragione per cui il comune piemontese di Ceresole non abbia lo stesso interesse mediatico di altri comuni valdostani a pochissima distanza, innocentemente "una mamma con i bambini intabarrati in cammino chiede: ┬źCosa manca a Ceresole per avere il successo di Cogne?┬╗".

Forse Bruno Vespa?

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Praestigiator è curato da Mariano Tomatis