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mercoledì, 22 novembre 2017

Lo straordinario book test di Herschel Löw ben Ascher

di mariano tomatis
pubblicato il 1 settembre 2009

Nella prima metà dell'Ottocento si esibì a Torino, in uno straordinario book test, il rabbino Herschel Löw ben Ascher (1772-1844). Si trattava del rabbino capo della comunità ebraica di Siebenbürgen, in Romania.

Scriveva La Gazzetta piemontese:

Uomo prodigioso noto e rinomato in tutta Europa, avrebbe dato saggio del suo incomprensibile talento. Lo stesso avviso avvertiva restar libero ad ognuno degli accorrenti di portar seco, allo scopo delle prove da eseguirsi, libri qualsivoglia di lingua qualunque, semprecché vi si trovassero frammiste alcune parole ebraiche. Assisteva a quella serata un pubblico non tanto numeroso, quanto scelto. Raccolta l'assemblea il rabbino invitava gli uni dopo gli altri astanti ad aprire in distanza quel libro che si fossero portati seco, o avessero tolto da qualche parte visino, fissarne nella mente un passo, e sovrapposto un dito sul verso inteso, richiudesse il volume. Esso rabbino Hersch Danemark, toccata con un dito la coperta del libro, dopo un istante di concentramento, recitava il tratto preciso del libro sato dal richiedente designato. Il signor Hersch Danemark ripeté nella serata forse cinquecento volte questo esperimento con costante successo cangiando ogni volta di testo, e quasi sempre di volume.1

Il rabbino si esibiva anche in un book test più elaborato. Sul Baseler Neuesten Nachrichten del 26 settembre 1842, vecchio giornale di Basilea (oggi Basler Zeitung) leggiamo:

Il Rabbi faceva scegliere – da un certo numero di libri ebraici presi in prestito alla Biblioteca Universitaria da un gruppo di persone di cui facevano parte professori universitari ed ecclesiastici – un'opera in particolare; faceva scegliere ai presenti una pagina del libro e un certo passaggio e poi pronunciava immediatamente le parole che vi erano scritte. Faceva mettere da qualcuno il dito oppure uno spillo in un punto qualsiasi di un libro ebraico, oppure anche piegare una pagina, e poi, senza nemmeno guardare, nominava il numero della pagina e il contenuto di questa. Cosí fece conficcare anche a me un ago attraverso le pagine di un'opera e mi disse poi non solo il numero delle pagine infilzate, ma anche il testo che l'ago aveva colpito.2

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1 La Gazzetta Piemontese del 25 settembre 1847, cit. in Massimo Centini, Spiriti e Medium sotto la Mole, Torino: Editrice Il punto, 2008, p.31. Del rabbino parla il primo volume dell'opera di Johannes Kreyher, Die mystischen Erscheinungen des Seelenlebens und die bilbischen Wunder. Ein apologetischer Versuch (2 voll.), Stoccarda: J.F. Steinkopf, 1880.

2 Cit. in http://schreibnetz.de/edition2004/literatur/literatur_lager_primdat_all/lit_biogr_daten/Dokumente_Archiv_W.htm. Traduzione di Sabina Marineo.

 

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