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mercoledì, 17 ottobre 2018

C'è un conflitto tra scienza e illusionismo?

di Marco Fida
pubblicato il 4 luglio 2009

Prestigiatori e scienziati non sono in conflitto perché agiscono in contesti differenti. I primi si occupano di spettacolo, i secondi di ricerca.

Lo scienziato che cerca di svelare un trucco di magia - che cioè non gode dell'illusione - sta adoperando le sue competenze nel contesto sbagliato.
Il prestigiatore che cerca di ingannare lo scienziato - fuori da un contesto di intrattenimento, per convincerlo che il fenomeno è reale - fa altrettanto.

Mistero e scoperta fanno entrambe parte della natura umana. Se c'è conflitto, è solo perché qualcuno fa la cosa giusta per il fine sbagliato.

C'è chi, scienziato o no, si sente deficiente se non capisce "come fa il prestigiatore". Ciò non ha a che fare con lo spirito scientifico di scoperta, ma con una scarsa autostima.
C'è chi si avvicina alla prestigiazione perché si sente, attraverso il trucco, più furbo degli altri. Vuole essere sempre al centro dell'attenzione e convincere il prossimo di essere speciale. Ciò non ha niente a che fare con la magia in quanto Arte ma, ancora una volta, con la scarsa autostima.

Non vedo dunque conflitto, se non quello provocato da "ego" confusi.

Aggiungo che il vero prestigiatore è, a modo suo, "scienziato", perché si serve della scienza e perché fa della sua arte una scienza, ossia un sistema organizzato di conoscenze, tecniche, ecc.
E il vero scienziato è, a modo suo, "mago", perché prova, nell'osservare la natura, quel senso del mistero descritto da Einstein come "l'emozione più grande che possiamo provare, la culla della vera Arte e della vera Scienza."

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Praestigiator è curato da Mariano Tomatis