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martedì, 21 novembre 2017

Uccidere il padre (Amélie Nothomb)

di Giovanni Balinzo
pubblicato il 7 febbraio 2013

Uccidere il padre è una lettura intrigante, dai contenuti volutamente ambigui, in grado di essere apprezzata in punti chiave diametralmente opposti sia da chi i prestigi è solito ammirarli e chi, invece, è dedito a crearli.

Come recita la presentazione del libro:

Un’ambientazione quasi western fa da sfondo allo strano caso di Joe Whip, 15 anni: non sa chi sia suo padre e la sola cosa che gli dà soddisfazione è fare trucchi di magia. Quando sua madre lo mette alla porta, vaga nei bar di Reno intrattenendo i clienti con giochi di prestigio. Norman Terence, il più abile mago della zona, lo accoglie da subito in casa sua e Joe sembra trovare in lui un padre oltre che un mentore. Riuscirà l’allievo a superare il maestro? Un romanzo in forma di partita di poker sentimentale, con suspense garantita fino all’ultima carta.

Un viaggio che porterà lo spettatore alla scoperta dei sacrifici, delle gioie e dei conflitti interni insiti nel prestigiatore che ha deciso di fare dell’arte magica il cammino più importante della sua vita.

Al tempo stesso un Vademecum per il Prestigiatore Moderno, indirettamente invitato a porsi le giuste domande, facendolo riflettere sulla filosofia radicata nelle fondamenta dei suoi prestigi e sull’indelebile messaggio che il pubblico dovrà portare con sé per il resto della sua vita, una volta spente le luci sul palcoscenico.

Un racconto che senza ombra di dubbio mette a dura prova le attuali sicurezze del prestigiatore “soddisfatto”, conducendolo verso un più elevato grado di consapevolezza e umiltà.

Il viaggio non termina con l’ultima pagina.

Ora sta a voi: dare all’Arte Magica quanto le è meritatamente dovuto o riporre quel mazzo di carte nel cassetto della vostra scrivania.

Questa volta, per sempre.1

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1 Si ringrazia Luisa Guglielmino per la gentile collaborazione.

 

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Praestigiator è curato da Mariano Tomatis