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domenica, 16 dicembre 2018

Marco Tempest non teme di rivelare i suoi strumenti magici

di Rick Lax
pubblicato il 9 dicembre 2011

L’articolo è apparso l’8 dicembre 2011 sul Las Vegas Weekly1

Molti illusionisti utilizzano la tecnologia nei loro spettacoli. Molti lo fanno in segreto. Un mago può utilizzare una calcolatrice nascosta per simulare abilità matematiche sovrumane, per esempio. Altri utilizzano la tecnologia apertamente. Sullo store di iTunes potrete trovare tutti i tipi di applicazioni che vi permettono di eseguire un trucco magico con l’iPhone. (Curiosità: Migliore è una app magica, peggiore è il suo voto perché i maghi sperano di dissuadere altri dall’acquistarla ed eseguirla)

Alcuni maghi rifuggono dai trucchi che sfruttano apertamente la tecnologia, temendo che il pubblico possa attribuire tali effetti al dispositivo piuttosto che all’esecutore. Ma nessuno ha mai abbracciato la tecnologia più del "tecnoillusionista" Marco Tempest. Abbiamo rivolto qualche domanda a Tempest, che finora ha raccolto 31 milioni di visitatori sul suo canale YouTube e si è recentemente esibito al TED e sulla CNN.


Internet sta trasformando o distruggendo la magia? È rischioso affidarsi alla tecnologia?

Non credo che gli strumenti di un mago siano rilevanti per il suo pubblico, a meno che non rispecchino la personalità del performer e le sue passioni, contribuendo a sviluppare il suo personaggio. Alcuni maghi pensano di dover utilizzare la tecnologia per raggiungere un pubblico moderno. Ma un effetto magico stupido che sfrutta un iPhone resta un effetto stupido. La tecnologia non viene loro in soccorso, né eleva in qualche modo l’arte magica. Lo stesso si può dire per un grande spettacolo multimediale. Mettere schermi giganti nel vostro spettacolo non aiuta se non si sviluppano i personaggi e le vostre storie. La magia si basa sempre sulle storie - e devono essere storie interessanti se sperate che il pubblico abbia volta di raccontarle a sua volta ad altri.

Cosa punti ad ottenere con una tua performance?

Penso alla pratica creativa come a una forma di ricerca, e creo per conto mio una serie di strumenti che sfruttano la computer vision, la termografia, il riconoscimento automatico di forme e volti e la realtà aumentata. Per me la tecnologia è "roba che non funziona ancora del tutto", qualcosa che non è ancora completamente integrata nella nostra cultura. La mia magia offre al pubblico uno spiraglio di futuri possibili, e qualche volte gli dà anche la speranza.

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1 http://www.lasvegasweekly.com/news/2011/dec/08/have-iphone-marco-tempest/

 

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