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venerdì, 22 settembre 2017

Derren Brown: The Events

di Marco Pusterla
pubblicato il 20 novembre 2009

La nuova serie televisiva di Derren Brown, il più noto mentalista inglese, andata in onda tra settembre e ottobre 2009, ha creato una serie di discussioni come mai prima d'ora un programma televisivo sulla magia aveva fatto. Per confrontarlo con qualcosa di simile, dobbiamo tornare ai primi anni del dopoguerra, quando i Piddingtons, mentalisti australiani, sconvolsero l'Inghilterra con le loro dimostrazioni di apparente telepatia, tuttora inspiegate.

Il fenomeno suscitato da The Events - questo il titolo della trasmissione - nel corso di quattro puntate trasmesse da Channel 4, è però stato pianificato attentamente dal team creativo e produttivo dietro Derren, quella Objective Productions che da anni lo gestisce e ne produce gli spettacoli televisivi e teatrali. Ma come può lo spettacolo di un illusionista, sia esso più o meno basato sulla psicologia, produrre tanto scalpore e chiacchiericcio?

Avendo seguito in tempo reale le quattro puntate della serie, cercherò di illustrare ciò che ritengo Derren abbia voluto presentare con questa sua ultima esibizione artistica, e perché essa abbia tanto infiammato le tastiere dei suoi sostenitori come dei suoi detrattori, per cercare di capire se sia stato un successo o meno per la sua carriera.

Gli Events sono stati preceduti da una lunga campagna pubblicitaria, sia televisiva che su Internet, che ha creato un grande interesse. È una delle poche volte che un programma di magia è stato pubblicizzato così tanto, dimostrando - se ancora ce ne fosse bisogno - che la pubblicità è l'anima del commercio. La prima puntata, intitolata Come Vincere la Lotteria, venne anticipata con una predizione in tempo reale dei numeri estratti alla lotteria nazionale. Ovviamente, la predizione risultò esatta ed estremamente pulita dal punto di vista tecnico. La popolazione inglese continuò a discutere per giorni l'effetto, dibattendo su possibili soluzioni tecniche (che andavano dalla truffa alla lotteria fino ai più svariati trucchi televisivi), e i giornali dedicarono pagine intere a Derren Brown come mai era successo prima; neanche la sua famigerata Roulette Russa aveva avuto un tale riscontro di pubblico e critica.

La cosa che, forse, irritò maggiormente il pubblico fu il programma dove Derren avrebbe dovuto rivelare come "vincere alla lotteria": la sua pseudo-spiegazione, pur fornendo un'ora di interessante televisione, era decisamente falsa ed il pubblico inglese se ne è alquanto risentito, provocando un'ondata di indignazione contro di lui.

Le altre puntate promettevano di "inchiodare il pubblico alla poltrona", di "vedere a distanza" una località sconosciuta e di "vincere alla roulette di un casinò". Tutti i programmi iniziavano con la stesura della premessa dello "stunt", proseguivano con una serie di effetti più o meno magici, tutti classici, eseguiti in un ambiente simil-teatrale (reminescenza degli spettacoli che Derren Brown porta annualmente in giro per l'Inghilterra), per poi mostrare alcuni effetti "di sperimentazione/allenamento", quasi tutti registrati in esterna, che sarebbero serviti ad affinare la capacità di eseguire lo stunt, per poi concludere con lo stunt stesso.

I vari eventi sono visibili, completi o in parte, su Internet. La loro pagina principale è qui: http://derrenbrown.channel4.com e quindi ognuno può guardare i vari episodi ed elaborare il proprio giudizio. Nel caso scompaiano dal sito di Channel 4, in futuro si troveranno su Youtube o altri siti video. Il mio interesse si rivolge in particolare su ciò che potrebbe aver spinto Brown e il suo team a creare questi programmi, che quanto meno dimostrano una crescita artistica del marchio "Derren Brown". Secondo me, questa serie era tesa a sfruttare fino in fondo il cosiddetto "effetto Geller", cioè il coinvolgimento dei telespettatori in eventi di dimostrazione interattiva di presunti fenomeni paranormali. Ma il team di Brown è andato più in là di ciò fatto finora, sfruttando quella melassa tentacolare che è Internet: mai prima d'ora un fenomeno mediatico pseudo-paranormale ha attirato così tanta attenzione.

Ma Brown ha commesso, secondo il mio parere, un errore madornale: lui aveva promesso al pubblico di rivelare i metodi grazie ai quali eseguiva i vari stunt (soprattutto il primo, la predizione della lotteria) ma le pseudo-spiegazioni che ha poi dato hanno lasciato molto a desiderare, essendo state subito riconosciute per quello che erano: delle bugie improbabili! Da qui, su Derren Brown si è abbattuto il ridicolo, e sono state numerosissime le critiche che hanno minato la credibilità di questo prestigiatore. Quando Derren Brown venne proiettato per la prima volta sul mercato televisivo nel lontano anno 2000, era una boccata di aria fresca, un illusionista all'apice della sua credibilità e la persona che, da sola, riuscì a dare alla magia la credibilità di un "fenomeno reale", qualcosa che era andato perso e che neanche David Blaine aveva saputo completamente restituire. Con Derren Brown si viveva il senso del mistero, della possibilità che ciò che facesse fosse possibile realmente, e non fosse dovuto ad un abile trucco. Con The Events questa credibilità si è persa, e Derren ha gettato la maschera, diventando un - seppur eccellente - semplice intrattenitore.

Sarebbe forse stato meglio presentare una serie televisiva come le precedenti Trick of the Mind o Mindreader? Forse no: The Events è sicuramente un esperimento che gioca sui limiti di ciò a cui il pubblico può ancora credere ed è sicuramente un eccellente prodotto artistico: ogni inquadratura è stata studiata con cura, ogni ambientazione è stata ricercata con attenzione, ogni effetto è stato presentato in modo accuratissimo e al massimo delle sue potenzialità, anche se si tratta di un normale prodotto commerciale. Quello che forse la produzione non ha capito è che il pubblico televisivo è la controparte di un contratto i cui termini non possono essere falsati con un abile giro di parole. Derren Brown è certamente un Artista, ma la sua sperimentazione potrebbe essere troppo in anticipo sui gusti dei suoi fruitori. Derren ha perso di credibilità? Sicuramente. Ed è un peccato: per lui e per l'intero mondo magico.

Senza mistero, la magia non esiste.

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