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domenica, 17 dicembre 2017

Tricki: riflessioni sul progetto Wiki proposto da Timothy Gowers

di mariano tomatis
pubblicato il 20 giugno 2009

Nel corso dell'edizione 2009 del Festival della Matematica di Roma il matematico inglese Timothy Gowers ha presentato una interessante lectio magistralis che può ispirare anche la ricerca illusionistica.

Intitolato "L'effetto a lungo termine di Internet nella ricerca matematica", il suo intervento si riferiva specificamente all'ambito matematico, ma in quasi tutta la sua estensione si sarebbe potuto applicare all'illusionismo e alla magia.

La sua riflessione parte dall'assunto per cui diversi matematici, in luoghi diversi del mondo, si trovano a risolvere problemi simili, con una poco efficiente moltiplicazione di forze individuali, che hanno enormi difficoltà a collaborare aiutandosi vicendevolmente. Ciò non è dovuto ad un intrinseco egoismo da parte dei matematici, quanto più alla mancanza di un coordinamento e di un "luogo" dove le varie soluzioni via via trovate possano essere condivise e messe a disposizione di chi sta risolvendo lo stesso problema. E' chiaro che se due matematici che non si conoscono trascorrono entrambi un mese per risolvere il problema A, senza sapere l'uno dell'altro e ignorando che, un mese prima, qualcuno l'ha già risolto, la matematica progredisce con enorme lentezza.

Quello che Gowers propone è di creare un sito Web accessibile da tutti i matematici, cui tutti possano contribuire dal proprio computer, che contenga una sorta di "Bag of Tricks", una "raccolta di trucchi" utili per risolvere i problemi più vari. Via via che la "borsa" si riempie, i matematici possono disporre di un sempre più ampio campionario di idee da applicare ai propri problemi, e questo può accelerare molto la ricerca, perché ognuno ha a disposizione la conoscenza prodotta dagli altri e può raggiungere velocemente la prima linea, da cui muoversi per fare ricerca su aspetti nuovi e inesplorati.

Il problema di questi "trucchi" sta nel fatto che è difficilissimo catalogarli. Lui fa l'esempio di un indovinello relativo ad alcune strette di mano, che si risolve in un attimo se si conosce il "Principio di Parità", ma che invece richiede ore e ore di analisi se non si conosce lo stesso principio. E' prezioso che il "Principio di parità" venga reso pubblico tra i matematici e messo a disposizione di chi fa ricerca... ma come lo si può catalogare? Se lo metto sotto la lettera P, chi si trova a risolvere il problema delle strette di mano non lo troverà mai, perché non ha nessun motivo di cercare sotto la P qualcosa che risolva il suo problema. La sua proposta è quella di elencare i vari principi e le tecniche scoperte/inventate, per poi scrivere una serie di meta-articoli che riportano dettagliati esempi nei quali i principi stessi possono tornare utili.

L'archivio magico Denis Behr http://archive.denisbehr.de è utile ma inutilizzabile per chi cercasse un modo per contare 7 carte dovendone nascondere 2: se il problema da risolvere è questo, come faccio a sapere dove, in quale libro e chi abbia eventualmente già risolto il mio problema? Sotto quale lettera cerco l'eventuale soluzione?

Gowers ha da poco lanciato il sito "Tricki", che unisce le parole "Trick" e "Wiki": si tratta di un sito prettamente dedicato ai matematici, che sfrutta appieno la potenza di Internet per rendere accessibile a chiunque un vastissimo numero di veri e propri "trucchi" per risolvere problemi. "Tricki" è accessibile all'indirizzo http://www.tricki.org/. Un'ottima introduzione al sito si può trovare sul blog di Gowers, all'indirizzo http://gowers.wordpress.com/2008/10/15/the-forthcoming-launch-of-the-tricki/.

L'estensione all'ambito magico potrebbe essere interessante ma con diverse importanti limitazioni:

1) I "trucchi" dell'arte magica non devono diventare di dominio pubblico: realizzare un sito del genere porrebbe problemi di protezione dell'informazione, che dovrebbe essere accessibile soltanto ad alcuni.

2) A chi dovrebbe essere accessibile uno strumento del genere? Sarebbe forse necessario definire un livello di eccellenza, all'interno del quale si è parte di un gruppo che condivide senza gelosia le proprie idee? E' difficile, oggi, immaginare un organo super partes in grado di fornire una "patente" ai maghi autorizzati ad accedere ad un Tricki dedicato alla magia.

3) Mentre in ambito matematico la paternità delle idee è riconosciuta (perché il primo che fa una scoperta la pubblica su una rivista con data e firma, e da quel momento chiunque citi quell'idea deve fornire il riferimento all'articolo e all'autore originale) in ambito magico i furti di idee senza riconoscere i crediti sono all'ordine del giorno. D'altronde,

4) uno strumento del genere in mano a chi ne fosse fruitore e fornitore responsabile potrebbe ottimizzare gli sforzi di ricerca e fare in modo che ci si occupi di problemi ancora insoluti, piuttosto che di problemi già visti, studiati e superati cento anni fa. Inoltre,

5) un database di questo tipo imporrebbe una analisi molto vasta della stessa "struttura" dei principi alla base della magia, ed afferrandone lo "spirito", molte tecniche uscirebbero dall'ambito del gioco all'interno del quale sono nate per essere applicate a giochi completamente diversi.

Dubito che sia alle porte la possibilità di costituire uno strumento del genere. I problemi 1, 2 e 3 non sono piccoli. Credo che, piuttosto, la provocazione meriti qualche riflessione da parte dei prestigiatori, tanto più che un progetto del genere venne proposto, nel dicembre 2001, da Chris Wasshuber: si intitolava Magic Lineage Project (o Geniiology, dal titolo della celebre rivista Genii), ed è tutt'ora accessibile sul web all'indirizzo http://www.lybrary.com/mlp. Come ha scritto di recente Wasshuber:

Molti anni fa, ben prima che le parole Wiki, Wikipedia e "contributo collettivo" fossero diventate di moda, avevo proposto un approccio "comunitario" all'idea di raccogliere informazioni legate alla magia. La mia proposta non è stata un successo. Né lo sono state più recenti versioni di enciclopedie magiche online. Il problema è che l'illusionismo costituisce una nicchia troppo piccola per attirare un fronte di collaboratori numeroso e sufficiente per far decollare un progetto del genere.

Forse uno strumento cartaceo, una enciclopedia con molteplici riferimenti ipertestuali, potrebbe risolvere il rischio dell'eccessiva diffusione dei segreti stessi, ma che ne sarebbe della necessità di aggiornare continuamente il corpus di conoscenze che un lavoro del genere potrebbe ospitare in cuore? La soluzione non sembra dietro l'angolo.

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