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venerdì, 29 maggio 2020

Alexander Canaris: il peggior mago della storia?

(In)successi Australiani

di Marco Pusterla M.M.C.
pubblicato il 8 marzo 2010

Alexander Canaris era un mago di origini greche che lavorò molto in Europa e America, ma ebbe anche una parentesi professionale in Australia. Secondo ciò che dichiarò al suo arrivo negli Stati Uniti, possiamo fissare la sua data di nascita nel 1853. Ma Canaris non fu uno dei grandi maghi della storia, purtroppo.

In Magical Nights at the Theatre viene citata la sua apparizione a Sydney, Australia, nel 1888.1, e proprio qui si trova una delle più severe critiche ad un mago che io abbia mai letto - tra l'altro né la prima né l'ultima! Di seguito, la mia traduzione completa dell'articolo, sinora inedito in Italia:

Verrà il tempo della vendetta; mentre scriviamo, il bambino sta crescendo e quando sarà grande abbastanza egli correrà allo spettacolo del Prof. Canaris alla Sydney Academy e spingerà gelidamente quel Greco abietto giù dal palco; ora sta venendo cotto il mattone che presto verrà lanciato contro le sue ombre cinesi.
Mai prima d'ora avevamo incontrato uno schermo così disgustoso come questo. Esso consisteva di una tovaglia umida con una luce dietro e due ragazzi, senza giacche, puntualmente cospicui, che muovevano figure di cavalli, capre, ecc. lungo la scena vuota. Un conflitto navale venne mostrato: un ragazzo apparentemente accendeva un fiammifero ad intervalli e pronunciava un "wooph" per rappresentare l'artiglieria, ed ultimamente entrambe le navi affondarono. Un vaporetto comunque tornò rapidamente e se ne andò via con un'estremità in aria. Anche il triste e trito numero dei fratelli Davenport venne in un certo senso esibito.
L'ultima parte dello spettacolo fu pubblicizzata come consistente di Negromanzia Antica e Moderna contenente sei elementi: 'Il Pacifico sul Palco', 'Un Lugubre Messaggio', 'Magia Egizia', 'Il Sangue Terribile' ed altri due ugualmente gonfi e pomposi ma tutti erano in definitiva risolti nel solito vecchio, rotto, scherzo dell'estrazione di 100 metri di nastro da un cappello. Una giovane donna assistente in costume maschile stette sul palco e guardò tutto il tempo senza spostarsi da una gamba all'altra più di due volte in dieci minuti, ma alla fine il Greco volante fece un'osservazione a bassa voce e lei scappò e non tornò più. Probabilmente, egli le disse vattene! nel melodico linguaggio ateniese, ma questa è solo una supposizione.

Notevole! È raro, in questo periodo storico, leggere critiche negative di prestigiatori. Quando questi non erano molto bravi, erano sempre almeno "clever" (furbi), o avevano degli "effetti nuovi ed interessanti". Bisogna anche dire che all'epoca Canaris aveva promesso, nella sua pubblicità, di mostrare due nuovi effetti (di Buatier de Kolta): il Cocoon (il Bozzolo) e la donna scomparsa (sulla sedia...), ma non presentò nessuno dei due, almeno non quando né Weller né il giornalista critico lo videro, ma da altre recensioni pare egli abbia effettivamente presentato almeno il Cocoon.

A Brisbane, nell'ottobre 1888, appare un'altra critica2, questa volta in relazione al suo effetto delle "lavagne spiritiche" sulle quali erano apparse delle scritte in colori variegati:

Il professore riuscì con successo a produrre messaggi scritti su una lavagna in vari colori; la lavagna era stata esaminata in precedenza da membri del pubblico, che non avevano trovato alcun segno di scrittura su di essa. Il risultato del trucco fu naturalmente applaudito calorosamente; ma, in ogni caso, per rispetto di alcuni spettatori, suggeriamo che in futuro i messaggi non siano presentati come provenienti da persone defunte ed i cui amici ancora in lutto siano presenti in teatro. L'impatto dell'effetto non sarà in alcun modo sminuito.

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1 Weller indica il 1887, ma è errato

2 Pubblicata sul Brisbane Courier

 

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